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Come lavoriamo

Il metodo: come registriamo le previsioni e come le verifichiamo

Che cosa entra nel registro, da dove prendiamo i prezzi, perché usiamo sempre la lettura più favorevole a chi ha fatto la previsione, e come si chiede una rettifica.

Chi frequenta da qualche tempo il mondo delle criptovalute si sarà accorto che le previsioni, in questo ambiente, non mancano mai: ogni giorno qualcuno annuncia su un sito, in un video o in un messaggio di poche righe dove arriverà il prezzo di questa o quella moneta, e lo fa spesso con una sicurezza che nessun meteorologo si permetterebbe per il tempo di dopodomani. Quello che manca, invece, è decisamente qualcuno che a scadenza torni a controllare, e il motivo è comprensibile, perché tornare indietro costa fatica, mentre una previsione nuova si scrive in un minuto e fa dimenticare la precedente.

Questo sito nasce appunto per fare quel lavoro, e non ne fa un altro: noi non prevediamo niente, né al rialzo né al ribasso, e non diciamo a nessuno che cosa comprare o vendere. Registriamo chi prevede, scriviamo la data e la frase esatta, conserviamo la copia della pagina in cui la previsione è stata pubblicata e, quando la scadenza arriva, lasciamo che il verdetto lo dia il mercato. Ci sembra giusto spiegare come lo facciamo, nel dettaglio, perché un registro vale soltanto quanto vale il suo metodo, e un metodo che non si può controllare dall'esterno non è un metodo ma una pretesa.

Nel registro entrano soltanto previsioni che abbiano tre caratteristiche insieme: devono essere pubbliche, cioè pubblicate su un sito, in un video, in un post o in un'intervista che chiunque poteva leggere o ascoltare; devono essere datate, perché senza la data della dichiarazione non c'è modo di stabilire da quando misurare; e devono essere esplicite, con un bersaglio di prezzo e una scadenza, o almeno con una soglia che non lasci margini di interpretazione. Non registriamo conversazioni private, messaggi di gruppi chiusi, né quello che un utente qualsiasi ha scritto sotto un video, perché il registro si occupa di chi le previsioni le diffonde al pubblico, magari presentandosi come esperto, e non di chi le commenta.

Ogni scheda, inoltre, porta il collegamento a una copia archiviata della pagina originale, conservata sulla Wayback Machine di Internet Archive, su archive.today o negli archivi pubblici di Common Crawl, e ne teniamo comunque una copia nostra del testo, con la sua impronta digitale, che permette a chiunque di controllare che non l'abbiamo ritoccata: le pagine in rete, del resto, cambiano e scompaiono, e capita spesso che un articolo di previsioni venga riscritto anno dopo anno allo stesso indirizzo, con cifre diverse e la vecchia versione sparita. Una scheda senza la copia archiviata, nel nostro registro, semplicemente non può esistere, e il programma che costruisce il sito si rifiuta di pubblicarla. Per i post su X, peraltro, che la Wayback Machine conserva ma spesso non riesce a mostrare, accanto alla cattura teniamo il testo restituito dal servizio di incorporamento ufficiale di X, con la data in cui lo abbiamo riletto, e quando una copia archiviata si apre ma non contiene la frase citata la scheda resta fuori dal registro finché non ne troviamo un'altra.

Il verdetto, infatti, lo calcola un programma, e non lo decidiamo noi. Il programma scarica la serie dei prezzi giornalieri della moneta in questione, dal giorno della dichiarazione al giorno della scadenza, e la confronta con il bersaglio; la fonte primaria sono le contrattazioni registrate da Coinbase, una piattaforma quotata in borsa e sottoposta a vigilanza, e soltanto dove Coinbase non ha dati, come per XRP fra il 2021 e il 2023, usiamo quelle di Binance, dichiarandolo nella scheda. Come controprova confrontiamo infine il prezzo alla scadenza con quello aggregato da CoinCodex: se i due divergono di oltre il tre per cento, il verdetto resta in sospeso finché qualcuno di noi non ha guardato il caso a mano. Succede, peraltro, più spesso di quanto si potrebbe pensare, e quasi sempre per una ragione banale: CoinCodex restituisce un valore medio della giornata, mentre noi usiamo la chiusura, e in una giornata agitata i due numeri si allontanano senza che nessuno dei due sia sbagliato. Finora, in tutti i casi che abbiamo guardato, il verdetto non è mai cambiato, perché dipende dal prezzo più alto o più basso toccato nel periodo, e non dalla chiusura di un giorno solo.

C'è poi una regola a cui teniamo in modo particolare, e che ci sembra la più onesta possibile: usiamo sempre la lettura più favorevole a chi ha fatto la previsione. Se qualcuno ha scritto che Bitcoin sarebbe arrivato a una certa cifra entro una certa data, non guardiamo la chiusura dell'ultimo giorno, che potrebbe essere stata sfortunata, ma il prezzo più alto toccato in qualunque momento fra la dichiarazione e la scadenza; per una previsione al ribasso, ovviamente, il più basso. Se nemmeno in questo modo il bersaglio è stato raggiunto, la previsione è smentita, e nessuno può obiettare che con «entro» si intendesse qualcos'altro.

La regola, ovviamente, cambia verso quando la previsione non è un bersaglio ma un tetto o un pavimento, cioè quando qualcuno ha scritto che il prezzo non avrebbe superato una certa cifra, o che non sarebbe più sceso sotto un'altra: in quel caso basterebbe un picco di pochi minuti, magari su una sola piattaforma, a smentirla, e ci sembra più giusto guardare le chiusure giornaliere, che del resto sono anche il metro con cui chi scrive frasi del genere di solito le intende. Allo stesso modo, quando una previsione dipende da una condizione, del tipo «se succede questo, il prezzo arriverà a quest'altro», e la condizione non si è verificata, non diamo nessun verdetto, perché la previsione non è mai stata messa alla prova.

C'è poi un caso in cui la nostra regola rischia di essere fin troppo generosa, e preferiamo dirlo apertamente: quando il bersaglio era molto vicino al prezzo del giorno in cui è stato indicato, basta un'oscillazione qualsiasi per toccarlo, e la previsione risulta avverata dopo poche ore. La registriamo comunque come avverata, perché una regola non si cambia a seconda dei risultati, ma nella scheda indichiamo sempre quanti giorni sono passati fra la dichiarazione e il bersaglio, così che ciascuno possa dare a quel verdetto il peso che merita; e segnaliamo, per la stessa ragione, le previsioni decise per meno dell'uno per cento, in un senso o nell'altro, perché su un'altra piattaforma, con prezzi appena diversi, il verdetto avrebbe potuto essere l'opposto.

Le targhette sono comunque poche, e non ne inventiamo di nuove caso per caso, perché una scala che cambia a seconda del soggetto non permette più alcun confronto. Una previsione è avverata se il bersaglio è stato toccato entro la scadenza, avverata in ritardo se è stato toccato dopo, e in quel caso contiamo i giorni, smentita se non è stato toccato affatto, non verificabile se era formulata in modo da non poter mai essere sbagliata, o se dipendeva da una condizione che non si è verificata, e in corso se la scadenza non è ancora arrivata. La targhetta «non verificabile», peraltro, è forse la più istruttiva di tutte, perché non racconta l'errore di una persona ma una tecnica: quella di chi parla di «nuovi massimi» senza dire quali né quando.

Molti siti di previsioni automatiche, infine, non danno un bersaglio ma una forchetta, cioè un prezzo minimo, uno medio e uno massimo per un certo mese o per un certo anno, e in questi casi non diamo nessuna targhetta, perché un «massimo» si può leggere come un traguardo da raggiungere o come un tetto da non superare, e con la lettura più favorevole risulterebbe sempre avverato nell'uno o nell'altro senso. Mettiamo invece accanto a ciascun valore previsto quello effettivo dello stesso periodo, calcolato sulla stessa fonte, cioè il prezzo più basso toccato, la media delle chiusure giornaliere e il prezzo più alto, e lasciamo che sia lo scarto fra i due a parlare; se poi la previsione è stata pubblicata quando quel mese o quell'anno era già cominciato, contiamo dal giorno della pubblicazione, perché a nessuno si può chiedere di prevedere quello che era già successo.

Registriamo, del resto, con la stessa cura anche le previsioni che si sono avverate, ed è una scelta precisa: un registro che contenesse soltanto errori sarebbe una gogna, non un registro, e soprattutto non direbbe niente di utile a chi legge, che ha bisogno di sapere quanto spesso una certa fonte ci azzecca, non soltanto quante volte ha sbagliato.

Il nostro giudizio riguarda sempre e soltanto le previsioni, mai le persone. Non scriviamo che qualcuno è un truffatore o un ciarlatano, perché non è il nostro mestiere stabilirlo e perché, in ogni caso, contro un numero non si replica, mentre contro un aggettivo sì. Quando una persona o una società compare in un procedimento, lo riportiamo soltanto sulla base di un atto o di una fonte primaria, con lo stato esatto in cui il procedimento si trova, e lo aggiorniamo quando cambia: chi è indagato non è imputato, e chi è stato condannato in primo grado non lo è in via definitiva.

Chi compare nel registro può chiederci di pubblicare una precisazione, scrivendo a cryptomante@atomicmail.io; la precisazione viene pubblicata accanto alla scheda, non al suo posto, e con la data in cui ci è arrivata. Allo stesso indirizzo può scriverci chiunque trovi un errore, e gli errori che riconosciamo finiscono nella pagina delle correzioni, con la data e la descrizione di che cosa abbiamo sbagliato: un sito che passa il tempo a documentare gli errori degli altri, ci sembra, deve essere il primo a tenere il conto dei propri.

Per finire, una precisazione che non è di stile: niente di quello che si legge qui è una raccomandazione di investimento, e non soltanto perché lo scriviamo in fondo alla pagina. Non diciamo che cosa farà il prezzo di nessuna moneta, perché non lo sappiamo e, a giudicare dal registro, non lo sa nessuno; ci limitiamo a mettere in fila che cosa è stato detto e che cosa è successo dopo, e lasciamo che ciascuno tragga le proprie conclusioni.