Guida · livello 3 · Difendersi
Come si legge un white paper, e i segnali che è copiato
Che cos'è un white paper, che cosa il regolamento europeo gli impone di contenere dal 2024, quali dichiarazioni obbligatorie mancano quasi sempre nei documenti copiati, e come si riconosce in pochi minuti un testo ricalcato o generato.
Conviene aver letto prima: Che cos'è una criptovaluta, detto senza gergo · Gli altcoin: la parola, e che cosa nasconde · Le bandiere rosse di un progetto: dieci controlli in venti minuti
Il white paper è nato come documento tecnico e si è trasformato, nel giro di pochi anni, in un genere letterario: quello in cui un progetto spiega che cosa intende fare, con quale tecnologia e con quali soldi. Per molto tempo, ovviamente, non era obbligato a essere niente, e si capisce perché la metà dei documenti che circolano assomigli a una brochure e l'altra metà a una tesi copiata. Dal 30 dicembre 2024, in Europa, le cose sono cambiate, e la cosa più utile che possiamo fare è spiegare che cosa il regolamento adesso pretende: perché ogni requisito di legge, appunto, è anche un controllo che ci possiamo fare da soli.
Il regolamento MiCA parte da un divieto, non da un invito: a norma dell'articolo 4, nessuno può offrire al pubblico nell'Unione una cripto-attività diversa dalle due famiglie legate a un valore di riferimento se non è una persona giuridica, se non ha redatto un white paper conforme all'articolo 6, se non lo ha notificato all'autorità del proprio Paese e se non lo ha pubblicato. Restano fuori, e lo diciamo subito perché è l'eccezione più frequente, le offerte rivolte a meno di 150 persone per Stato membro e quelle il cui corrispettivo totale in dodici mesi non supera 1.000.000 di euro.
Che cosa ci dobbiamo trovare, allora, in un documento di questo tipo — l'articolo 6 elenca dieci categorie di informazioni, e la prima è la più banale e la più disattesa: chi offre, con nome, forma giuridica, sede, data di registrazione, identificativo della persona giuridica, nomi e funzioni degli amministratori e condizione finanziaria degli ultimi tre esercizi. Seguono le informazioni sull'emittente se è un altro soggetto, sul progetto, sull'offerta, sulla cripto-attività, sui diritti e gli obblighi connessi, sulla tecnologia e sui rischi; e in coda, cosa che a molti è sfuggita, i principali effetti negativi sul clima e sull'ambiente del meccanismo di consenso usato.
Poi ci sono le dichiarazioni obbligatorie, e sono il nostro strumento preferito: mancano quasi sempre nei documenti ricalcati. In prima pagina, chiara e ben visibile, deve stare la frase che il regolamento scrive alla lettera: «Questo White Paper sulle cripto-attività non è stato approvato da alcuna autorità competente in alcuno Stato membro dell'Unione europea». Il documento, peraltro, non può contenere affermazioni sul valore futuro della cripto-attività, e deve invece dire in modo inequivocabile che quella cripto-attività può perdere tutto il suo valore o parte di esso, può non essere sempre trasferibile, può non essere liquida, e non è coperta né dall'indennizzo degli investitori né dalla garanzia dei depositi. Se si tratta di un gettone di utilità, in aggiunta, va scritto che potrebbe non essere scambiabile con il bene o il servizio promesso, «soprattutto in caso di fallimento o abbandono del progetto».
Un paio di dettagli procedurali valgono più di tutto il resto, e sono quelli su cui ci basiamo per smontare le dichiarazioni di facciata. Il white paper va notificato all'autorità almeno venti giorni lavorativi prima di pubblicarlo, tuttavia l'autorità non lo approva: il regolamento dice espressamente che le autorità competenti «non richiedono una previa approvazione», dunque chiunque sostenga di avere un documento «approvato dalla CONSOB» o «autorizzato dall'Europa» sta dicendo una cosa che la legge non prevede. L'autorità europea di vigilanza, in compenso, lo pubblica nel proprio registro entro la data di inizio dell'offerta, e la versione pubblicata sul sito del progetto deve essere identica a quella notificata: ecco due confronti che costano cinque minuti.
Restano il recesso e la responsabilità, che quasi nessun articolo divulgativo racconta. Chi compra al dettaglio direttamente da un offerente ha quattordici giorni di calendario per recedere senza spese e senza dover dare una motivazione, salvo che la cripto-attività fosse già ammessa alla negoziazione; e se nel documento ci sono informazioni incomplete, scorrette, poco chiare o fuorvianti, ne rispondono l'offerente e i membri del suo organo di amministrazione, con una precisazione che ci sembra da leggere due volte: ogni esclusione o limitazione contrattuale di quella responsabilità «è priva di qualsiasi effetto giuridico». La prova, tuttavia, tocca a chi ha comprato.
Veniamo infine ai segnali che un testo è copiato, e sono più grossolani di quanto si immagini. Il primo è meccanico: prendiamo tre o quattro frasi del documento, le mettiamo fra virgolette in un motore di ricerca e guardiamo se escono altri progetti; capita decisamente spesso. Il secondo è aritmetico: le percentuali di distribuzione del gettone non sommano a cento, oppure le quantità citate nel testo non coincidono con quelle scritte nel contratto. Il terzo è il nome fantasma, cioè un progetto diverso rimasto in una didascalia o in un piè di pagina. Il quarto riguarda le persone: fotografie di squadra che un controllo a ritroso trova in un archivio a pagamento, consulenti senza cognome, nessun profilo che esista anche altrove.
Un testo generato a macchina, invece, ha un difetto diverso e più sottile: spiega magnificamente il settore e non dice mai niente del progetto. Niente numeri propri, nessuna controparte con un nome, nessuna data che si possa smentire, capoversi tutti della stessa lunghezza, un tono uniformemente rassicurante. Conviene cercare, insomma, le frasi che potrebbero essere false: se nel documento non c'è nulla che un giorno si possa dimostrare sbagliato, non c'è nemmeno nulla che si possa verificare — ed è il criterio che usiamo per le previsioni, scritto nel metodo, applicato a un documento invece che a una profezia. Gli altri controlli, del resto, stanno nelle bandiere rosse, e chi offre questi servizi in Europa si cerca nell'elenco dei soggetti autorizzati.
Questa guida spiega come funziona una cosa: non dice che cosa comprare, che cosa vendere o che cosa farà il prezzo di qualcosa, e non è una raccomandazione di investimento. Se ci trovi un errore, scrivici a cryptomante@atomicmail.io: lo correggiamo e lo scriviamo nelle correzioni.
