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Gli altcoin: la parola, e che cosa nasconde
Che cosa mette insieme la parola «altcoin», quante monete esistono davvero fra catalogo e catena, quante hanno un volume che si possa chiamare mercato, come funzionano le quotazioni a pagamento e quante di quelle monete hanno smesso di essere scambiate.
Conviene aver letto prima: Che cos'è una criptovaluta, detto senza gergo · Come si legge il prezzo: capitalizzazione, volume, offerta circolante
«Altcoin» è una parola costruita per sottrazione: indica tutto quello che non è Bitcoin, e già da qui ci accorgiamo che non descrive niente, perché mettere nella stessa scatola una rete con migliaia di sviluppatori e un gettone creato ieri in tre minuti serve a chi vende, non a chi deve capire. Proviamo dunque a farci le domande che quella parola nasconde, e a rispondere con i numeri che ci siamo andati a prendere il 30 ottobre 2026.
Quanto alla prima domanda, cioè quante siano, la risposta dipende da chi conta e da che cosa chiama moneta, e la forbice che ne viene è decisamente impressionante: uno dei due grandi cataloghi di settore, CoinGecko, al 30 ottobre 2026 ne elencava 22.643 come attive, ed è la cifra che si trova citata in giro, mentre lo stesso gruppo, nella ricerca aggiornata ad aprile 2026, dichiara di aver osservato oltre 25,2 milioni di gettoni sui mercati decentralizzati fra il 1° luglio 2021 e la fine del 2025. Tre ordini di grandezza, insomma, fra la vetrina curata e quello che sta sulla catena.
La seconda domanda è quante, di quelle ventiduemila, abbiano un mercato. Ci siamo scaricati le prime 2.500 per capitalizzazione, cioè la parte buona dell'elenco, e abbiamo contato il volume dichiarato nelle ventiquattr'ore: 218 segnavano zero, 609 stavano sotto i diecimila dollari, 1.032 sotto i centomila, e la mediana dell'intero gruppo era di circa 244 mila dollari. Conviene ripeterlo perché il dato è controintuitivo, e perché è il genere di cosa che nessuna scheda promozionale riporta: una moneta su quattro, fra le 2.500 più grandi del mondo, in una giornata intera veniva scambiata per meno di diecimila dollari.
La terza domanda riguarda il peso, e ce la siamo fatta sulla stessa estrazione. Di quei 2.500 gettoni Bitcoin da solo valeva il 57,3 per cento della capitalizzazione complessiva, i primi dieci l'88,2 e i primi cento il 97,3: tutto il resto, vale a dire 2.400 nomi, si divideva meno del 3 per cento. «Altcoin», appunto, è una parola che mette insieme una ventina di cose grosse e ventiduemila che non muovono niente, e il motivo per cui la si usa è proprio che fa sembrare le seconde parenti delle prime.
Resta tuttavia un sospetto da trattare, e non è nostro. Nel marzo 2019 una società di gestione statunitense presentò alla SEC uno studio sui volumi del bitcoin: aveva raccolto quattro volte al secondo i libri degli ordini di più di ottanta piattaforme, e concluse che «nearly ninety-five percent (95%) of heretofore reported volume is either fake or non-economic trading», che il volume reale giornaliero non era di sei miliardi di dollari ma di circa 273 milioni, e che alcune piattaforme avevano un incentivo a gonfiare la cifra «in an effort to win listing fees», cioè per aggiudicarsi le commissioni di quotazione dei gettoni nuovi.
Le quotazioni a pagamento, del resto, esistono e non sono un segreto. Il catalogo concorrente, CoinMarketCap, spiega sulle proprie pagine di assistenza di offrire un servizio a pagamento di corsia preferenziale, chiamato CMC Priority, con tariffe a scaglioni, e avverte che per chi non paga «turnaround times for the free tier are highly variable and are not guaranteed», i tempi di lavorazione gratuiti sono molto variabili e non garantiti. La stessa pagina precisa di non accettare denaro per pubblicare dati inesatti, e noi non abbiamo elementi per dubitarne: quello che si compra, in genere, è la velocità con cui una scheda viene lavorata, non il numero che ci sta sopra.
L'ultima domanda è la più spiacevole, e cioè quanti di questi progetti siano ancora vivi. Nella ricerca di cui sopra, aggiornata al 17 aprile 2026, dei 25,2 milioni di gettoni osservati 13,4 milioni avevano smesso di essere scambiati, vale a dire il 53,2 per cento, e di quelle sparizioni 11,56 milioni cadono nel solo 2025. Chiamarlo cimitero è un'immagine; il numero, invece, è un tasso di mortalità superiore alla metà, misurato sull'unico criterio che non si può gonfiare, e cioè l'ultima operazione mai registrata.
Che cosa ce ne portiamo via, comunque, al di là del fastidio di avere smontato una parola che tutti usano senza pensarci? Che la parola non dice niente, e che le domande utili sono semmai altre, e cioè chi scrive il codice, chi tiene i gettoni, dove si scambiano e per quanto. Le abbiamo messe in fila fra le bandiere rosse e nel modo di leggere un white paper; i nomi che incontriamo più spesso li teniamo in schede nei gettoni; e il numero che si chiama prezzo, che qui abbiamo usato in abbondanza, lo smontiamo in come si legge il prezzo, dopo aver detto in che cos'è una criptovaluta di che cosa stiamo parlando.
Questa guida spiega come funziona una cosa: non dice che cosa comprare, che cosa vendere o che cosa farà il prezzo di qualcosa, e non è una raccomandazione di investimento. Se ci trovi un errore, scrivici a cryptomante@atomicmail.io: lo correggiamo e lo scriviamo nelle correzioni.
