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Guida · livello 1 · I fondamentali

Come si legge il prezzo: capitalizzazione, volume, offerta circolante

Perché la capitalizzazione non è il denaro investito ma una moltiplicazione, perché il volume dichiarato si può gonfiare e lo si è fatto su larga scala, e che cosa distingue l'offerta circolante da quella massima e dalla capitalizzazione completamente diluita.

Conviene aver letto prima: Che cos'è una criptovaluta, detto senza gergo

Chi apre la pagina di un sito che elenca le criptovalute trova un numero grande accanto al nome, e intorno a quello ne troviamo altri tre — capitalizzazione, volume delle ventiquattro ore, offerta circolante — più in basso la capitalizzazione completamente diluita. Il prezzo, in realtà, è l'unico che dica una cosa semplice; gli altri, come vediamo, dicono cose che quasi nessuno legge per quello che sono.

Cominciamo dalla capitalizzazione, la più fraintesa a parer nostro, perché la parola arriva dalla borsa e porta un'aria di solidità. Non è un patrimonio, non è una raccolta, non è il denaro che qualcuno ha versato: è una moltiplicazione, e la documentazione metodologica di CoinGecko la riduce a due lettere, «A = Current cryptoasset price in USD» e «B = Circulating supply of an asset», il prezzo corrente in dollari e l'offerta circolante, aggiungendo che la seconda «is used to calculate the Market Capitalization»: prezzo per quantità, dunque, come il magazzino di un negozio che nessuno ha comprato.

Da questa forma deriva la conseguenza che più ci interessa: il 30 ottobre 2026 Bitcoin contava circa 20,1 milioni di unità in circolazione e un prezzo attorno ai 76.500 dollari, per una capitalizzazione di circa 1.540 miliardi, e quei miliardi, tuttavia, non sono mai entrati da nessuna parte, tanto che se il prezzo si muove di un dollaro la capitalizzazione si muove di venti milioni senza che un euro cambi mano. Il numero, insomma, applica il prezzo dell'ultimo scambio a tutto lo stock, e chi lo legge come somma raccolta legge ciò che quel numero non dice.

C'è peraltro un secondo fattore, e merita attenzione perché non è misurato ma dichiarato. La stessa pagina ci dice che l'offerta circolante è «obtained from the various token teams and is verified by the CoinGecko team», ottenuta dalle squadre che emettono i gettoni e verificata, che si calcola «by deducting locked tokens from Total Supply», sottraendo dal totale i gettoni vincolati, e che quando l'esattezza non si verifica al posto della cifra compare un trattino. Chi emette un gettone, dunque, ha una mano sulla leva, e lo segnaliamo perché conta.

Il volume, poi, è il numero su cui si è scritto meno e mentito più: in teoria è una somma, le quantità scambiate su tutte le coppie delle piattaforme censite. Nel marzo del 2019, invece, la società Bitwise portò alla Securities and Exchange Commission un'analisi che a noi pare valga ancora la pena di leggere: dei circa 6 miliardi di dollari al giorno dichiarati sulle coppie fra bitcoin e valute tradizionali, quello effettivo era di 273 milioni, il 4,5 per cento, perché «approximately 95% of this volume is fake and/or non-economic in nature», circa il 95 per cento era inventato o privo di contenuto economico.

Soltanto dieci delle ottantuno piattaforme esaminate, appunto, mostravano un volume reale, e gonfiarlo conviene, del resto, per una ragione niente affatto misteriosa: le classifiche si ordinano per volume, e stare in alto porta utenti.

Un ordine di grandezza, per pesare la cosa: sempre il 30 ottobre 2026 il volume dichiarato di Bitcoin nelle ventiquattro ore precedenti era di circa 195 miliardi di dollari, vale a dire circa un ottavo della sua intera capitalizzazione in un giorno. Leggerlo come scambio reale vorrebbe dire credere, e noi non ci riusciamo, che l'intero stock esistente cambi proprietario ogni otto giorni.

Restano le due offerte, e qui andiamo sul semplice: l'offerta circolante è quanto esiste adesso, l'offerta massima è il tetto scritto nelle regole, quando c'è, e su Bitcoin è «slightly less than 21 million», poco meno di 21 milioni, e dipende da una ricompensa che si dimezza ogni 210.000 blocchi, cosicché la distanza fra i 20,1 milioni di oggi e il tetto è la parte ancora da emettere, distribuita su decenni. Su Ethereum, invece, un tetto non c'è affatto, perché l'offerta cresce con l'emissione ai validatori e si riduce con la combustione delle commissioni.

Anche l'offerta circolante, tuttavia, è una convenzione, e il motivo lo abbiamo già incontrato: la quantità davvero spendibile è «always lower than the theoretical total supply», sempre inferiore al totale teorico, per le chiavi perdute di cui parliamo in chi tiene le chiavi, per le distruzioni volontarie e per i primi cinquanta bitcoin del blocco zero, che nessuno muoverà mai.

Arriviamo all'ultimo numero, la capitalizzazione completamente diluita, che applica il prezzo di oggi non a quanto circola ma a tutto quanto esisterà. Le insidie, qui, sono due, e ci conviene vederle: la prima è che spesso non aggiunge niente, perché il 30 ottobre 2026 la cifra pubblicata per Bitcoin era identica alla capitalizzazione, e per Ethereum non esiste nemmeno un tetto da cui ricavarla. La seconda riguarda i gettoni nuovi: se circola il dieci per cento e il resto è vincolato, la cifra diluita è dieci volte la capitalizzazione, e nessuno garantisce che quel novanta per cento arrivi sul mercato al prezzo di oggi; anzi, arrivando, lo cambia.

Tre numeri, e nessuno è una misura: sono convenzioni di calcolo, utili a chi sa come sono fatte e fuorvianti per chi le prende per fotografie. Su queste convenzioni si costruiscono le previsioni che registriamo una per una nel nostro registro delle previsioni, in genere con la capitalizzazione trattata come denaro in arrivo. Che cosa accada a queste cifre su un gettone nuovo sta nella guida sui memecoin; perché il prezzo sul proprio conto non sia di mercato ma una riga di un registro privato sta in che cosa succede quando compri, seguito di che cos'è una criptovaluta.

Questa guida spiega come funziona una cosa: non dice che cosa comprare, che cosa vendere o che cosa farà il prezzo di qualcosa, e non è una raccomandazione di investimento. Se ci trovi un errore, scrivici a cryptomante@atomicmail.io: lo correggiamo e lo scriviamo nelle correzioni.

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