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Guida · livello 2 · Le famiglie

I memecoin: il meccanismo, e che cosa resta dopo sei mesi

Come nasce un memecoin su una fabbrica di gettoni, perché la formula del prezzo premia chi entra prima, che cosa dicono i dati sulla concentrazione in pochi portafogli, e quanto resta dei nomi ancora in elenco a distanza di mesi.

Conviene aver letto prima: Che cos'è una criptovaluta, detto senza gergo · Come si legge il prezzo: capitalizzazione, volume, offerta circolante

«Memecoin» è forse l'unica parola di questo settore che sia onesta fin dal nome, perché dichiara in partenza che dietro non c'è nessun progetto: non una rete da costruire, non un servizio da vendere, soltanto uno scherzo, un animale o una faccia, e un gettone che ne porta il nome. Il che non la rende innocua, anzi, e per una ragione che ci interessa: le cose dichiaratamente senza contenuto sono quelle di cui conviene guardare la meccanica, e la meccanica, in questo caso, è documentata fino all'ultimo satoshi.

Come nascono ce lo possiamo leggere nel dettaglio, perché uno studio italiano, firmato da ricercatori di Pisa, della Normale e di Bologna e pubblicato il 16 febbraio 2026, ha ricostruito dalla catena il funzionamento della fabbrica più usata, pump.fun, sulla rete Solana. Chi crea un gettone, infatti, non paga niente: il programma ne emette un miliardo di unità, ne mette 793,1 milioni su una curva di prezzo e ne tiene da parte 206,9 milioni; quella curva parte con trenta unità di Solana virtuali, e il gettone «si diploma», vale a dire passa su un mercato vero, quando sulla curva sono arrivate 115 unità in tutto, di cui 85 versate da chi compra.

Qui sta appunto il motivo per cui il prezzo si muove come si muove, e non è, ovviamente, psicologia delle folle: è aritmetica. Sulla curva il prezzo non lo fa un incontro fra domanda e offerta, lo fa una formula che dipende soltanto da quanta Solana c'è dentro, e più si avvicina alla soglia più quella formula diventa sensibile a un ordine singolo. In più, al momento del diploma la liquidità vera scende da 115 a 85 unità, perché le trenta virtuali il sistema se le riprende: chi ha molti gettoni in mano, dunque, ha una ragione contabile per venderli prima e non dopo.

I numeri dello studio sono questi. Dal 1° settembre al 1° ottobre 2025, su quella sola piattaforma, sono nati 655.770 gettoni, creati da 243.123 indirizzi diversi, con 2.600.790 indirizzi che hanno scambiato; e di quei 655.770 sono arrivati al diploma 4.338, cioè lo 0,63 per cento. Ci conviene fermarci un momento su che cosa misura quella percentuale: non quanti abbiano guadagnato, ma quanti abbiano superato la soglia tecnica che li porta su un mercato, e sono sei su mille.

La concentrazione delle quote in poche mani, peraltro, non è un sospetto nostro ma una misura loro. Gli autori hanno definito un crollo come una variazione oltre quattro deviazioni robuste e l'hanno cercato in tutti i gettoni con almeno trenta scambi: su 184.282 gettoni, 169.938 ne hanno avuto almeno uno, vale a dire il 92,22 per cento, e di quello stesso gruppo soltanto il 2,55 per cento si è diplomato. I crolli, aggiungono, si addensano al livello di Solana in cui liquidare conviene, e si presentano in episodi da un portafoglio solo o da pochi portafogli collegati: un andamento che loro leggono come coerente con l'estrazione di profitto da parte di chi il gettone l'ha creato.

Che cosa resta, insomma, dopo qualche mese? Il 30 ottobre 2026 ci siamo presi l'elenco dei memecoin censiti da CoinGecko, 1.499 nomi, e abbiamo guardato due cose. La prima è la distanza dal massimo storico, la cui mediana era meno 96,6 per cento, con il 68,7 per cento dei nomi almeno novanta punti sotto il proprio massimo e il 27 per cento almeno novantanove. La seconda è la variazione sui dodici mesi, calcolabile per i 1.011 che avevano un anno di storia: mediana meno 62,2 per cento, e in rialzo appena il 10,1 per cento.

Due avvertenze su quei numeri, tuttavia, perché le pretendiamo dagli altri e dobbiamo pretenderle da noi. La prima è che quell'elenco è un elenco di superstiti: la ricerca dello stesso gruppo conta 13,4 milioni di gettoni che hanno semplicemente smesso di essere scambiati, e quelli non entrano in nessuna mediana, per cui il quadro vero ci risulta peggiore di quello che vediamo. La seconda è che il 63,2 per cento di quei 1.499 nomi, nel giorno in cui li abbiamo guardati, aveva un volume sotto i diecimila dollari; e un prezzo senza volume, in genere, non è un prezzo, è una scritta.

Su chi compra queste cose noi non abbiamo nessun giudizio da dare, e non lo diamo: c'è semmai una meccanica da conoscere prima, e si riassume in una riga, cioè un gettone che costa zero da creare, una formula di prezzo che premia chi entra prima, e nessuna attività sottostante che produca qualcosa. Le previsioni che fioriscono su questi nomi, del resto, le registriamo una per una con la data e con l'esito nel registro delle previsioni; i modi in cui un prezzo si manovra stanno in rug pull e pump and dump, i segnali da guardare fra le bandiere rosse, e il punto di partenza resta comunque che cos'è una criptovaluta.

Questa guida spiega come funziona una cosa: non dice che cosa comprare, che cosa vendere o che cosa farà il prezzo di qualcosa, e non è una raccomandazione di investimento. Se ci trovi un errore, scrivici a cryptomante@atomicmail.io: lo correggiamo e lo scriviamo nelle correzioni.

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