Guida · livello 1 · I fondamentali
Che cosa succede quando compri su una piattaforma di scambio
Comprare su una piattaforma di scambio quasi mai significa ricevere qualcosa che stia su una blockchain: significa ricevere un saldo nel registro interno della piattaforma. Che cosa cambia col prelievo su una chiave propria, e che cosa è accaduto davvero ai titolari dei conti quando una piattaforma è fallita.
Conviene aver letto prima: Che cos'è una criptovaluta, detto senza gergo · Il portafoglio: chi tiene le chiavi, e che cosa vuol dire perderle
La frase «ho comprato un bitcoin» descrive due operazioni che non hanno quasi niente in comune, e quasi tutti compiono la seconda credendo di compiere la prima. Nella prima si ottiene il controllo di una chiave, e con essa il diritto di muovere una somma registrata su una catena pubblica; nella seconda si ottiene un numero scritto nella contabilità privata di una società, a cui corrisponde un debito verso di noi: ci pare, dunque, la distinzione più importante dei fondamentali.
Guardiamo che cosa accade, passo per passo: chi apre un conto su una piattaforma versa euro con un bonifico o una carta, e la piattaforma l'accredita nei propri libri, cosicché dal versamento il saldo sullo schermo non è denaro depositato in banca a nome del cliente, ma una riga di un registro aziendale che l'azienda si impegna a riconoscere.
Quando poi si premono i tasti che dicono «compra», spesso non parte nessuna operazione verso nessuna catena. L'ordine incontra quello di un altro cliente della stessa piattaforma, o una controparte interna, e il risultato è che nel registro privato due righe cambiano: una scende di tanti euro, l'altra sale di tanti decimali di bitcoin, mentre sulla catena pubblica, in quel momento, non è avvenuto niente e nessun blocco ne porta traccia.
Non è una nostra ricostruzione maliziosa, peraltro, ma il modo in cui la cosa sta scritta nella legge: il regolamento MiCA impone a chi custodisce cripto-attività per conto di clienti di tenere «un registro delle posizioni, aperte a nome di ciascun cliente, corrispondenti ai diritti di ciascun cliente sulle cripto-attività». Un registro delle posizioni: un registro interno che tiene il conto dei diritti dei clienti su quanto sta, eventualmente, in un altro registro.
Ancora più esplicito l'articolo sulle piattaforme di negoziazione, che impone di avviare «il regolamento definitivo di un'operazione di cripto-attività nel registro distribuito entro 24 ore dall'esecuzione», e aggiunge l'inciso che ci interessa: «nel caso di operazioni regolate al di fuori del registro distribuito, al più tardi entro la fine del giorno». Il legislatore europeo, insomma, contempla espressamente le operazioni regolate fuori dalla catena, e le contempla, crediamo, perché sa che sono la normalità.
Che cosa cambia, allora, quando si chiede il prelievo verso una chiave propria? Cambia tutto, e in quel momento soltanto: la piattaforma costruisce una transazione vera, la manda in rete, e quella entra in un blocco e raccoglie le conferme di cui parliamo in che cos'è una blockchain. Prima del prelievo, diciamo, chi ha comprato possiede un credito verso un'azienda; dopo, una chiave, con tutto quello che tenere le chiavi comporta, compresa la possibilità di perdere ogni cosa da solo.
La differenza, del resto, non è filosofica, e la prova più limpida ce l'ha data un tribunale fallimentare. La società Celsius Network, che offriva un programma di rendimento chiamato Earn, aveva nelle condizioni d'uso una clausola per cui il cliente «grant Celsius ... all right and title to such Eligible Digital Assets, including ownership rights», concede a Celsius ogni diritto e titolo su quelle attività digitali, compresi i diritti di proprietà.
Il 99,86 per cento dei titolari aveva accettato quella versione o una successiva. Quando la società chiese la procedura di insolvenza, nei conti Earn stavano circa 600.000 posizioni, per un valore di mercato di circa 4,2 miliardi di dollari al 10 luglio 2022, e il 4 gennaio 2023 il tribunale di New York stabilì che quelle somme erano «presumptively property of the estate and not property of the Account Holders», presumibilmente attivo fallimentare e non proprietà dei titolari dei conti, che restavano creditori non garantiti come gli altri.
Nello stesso procedimento, comunque, è rimasta agli atti la frase che da sola ci spiega perché la questione non sia accademica: in udienza il difensore della società disse «we do not have enough coin to give everybody their coin back in kind», non abbiamo moneta per restituire a tutti la propria in natura. Nel frattempo, l'11 novembre 2022, anche FTX aveva avviato la procedura davanti al tribunale del Delaware; e quanto duri l'attesa lo dice, appunto, Mt. Gox, caduta nel 2014, i cui creditori aspettano ancora: il gestore della procedura giapponese ha spostato al 31 ottobre 2027 i termini dei pagamenti.
Da questa storia è nata, infatti, la parte di MiCA che in Europa si applica dal 30 dicembre 2024, e che a noi pare da conoscere perché cambia i termini. Chi detiene cripto-attività dei clienti deve adottare disposizioni «per tutelare i diritti di titolarità dei clienti, in particolare in caso di insolvenza» e prevenirne l'uso per conto proprio; deve tenere le posizioni dei clienti separate dalle proprie anche nel registro distribuito, così che i creditori della società «non abbiano diritto di rivalsa» su quanto è in custodia; e risponde delle perdite a lui attribuibili, entro il valore di mercato del momento.
Sono tutele serie, certo, e valgono per chi è autorizzato: per questo pubblichiamo l'elenco dei soggetti autorizzati e quello dei siti oscurati, e per questo spieghiamo in dove si segnala a chi rivolgersi se qualcosa va storto. Il resto, in genere, sta in tre domande che ci pare vadano fatte prima: dove sta scritto chi è il titolare di quanto compare sul conto, che cosa accade a quel saldo se la società chiude, e se il prelievo verso una chiave propria è possibile. Che cosa sia la cosa comprata lo spieghiamo in che cos'è una criptovaluta, e perché il prezzo accanto non sia di mercato in come si legge il prezzo; come verifichiamo tutto questo, nel metodo.
Questa guida spiega come funziona una cosa: non dice che cosa comprare, che cosa vendere o che cosa farà il prezzo di qualcosa, e non è una raccomandazione di investimento. Se ci trovi un errore, scrivici a cryptomante@atomicmail.io: lo correggiamo e lo scriviamo nelle correzioni.
